Il diritto dietro le sbarre
A oltre settant’anni, Mauro Moretti ha varcato l’ingresso del carcere di persona, dopo che la Cassazione ha confermato la condanna definitiva. La sentenza riguarda accuse legate a reati di natura penale, portando l’ex dirigente in cella. La decisione è stata ufficializzata con la firma finale, sigillando un procedimento giudiziario durato diversi anni. Moretti ha lasciato il tribunale accompagnato dalle forze dell’ordine, senza commentare.
Mauro Moretti è entrato in carcere con le sue gambe, a più di settant’anni, dopo che la Cassazione ha messo il sigillo su una condanna che offende la ragione prima ancora del galantuomo che colpisce. Si è presentato da solo davanti al cancello, come fanno gli uomini che non hanno niente da nascondere e tutto da perdere, e quel gesto dovrebbe bastare a far arrossire chi lo ha spedito là dentro. Diciassette anni di processi per sbattere in una cella un signore che oggi è pericoloso esattamente come un soprammobile. Non funziona così la giustizia. Per anni gli hanno contestato infrazioni precise, articoli, commi, norme italiane ed europee, e su quei punti è stato assolto, perché quelle regole le aveva rispettate. 🔗 Leggi su Ilgiornale.it

Diritto alla cura dietro le sbarre: medici e giuristi a confronto
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