I ragazzini utilizzati per riciclare inconsapevolmente denaro Tutto comincia con un like
Un’indagine ha scoperto che alcuni minori vengono coinvolti inconsapevolmente nel riciclo di denaro attraverso attività online come mettere “like” sui social media. In alcuni casi, i ragazzi vengono pagati per cliccare su contenuti, anche se non sono consapevoli del loro ruolo nel processo. La pratica si svolge principalmente attraverso piattaforme digitali, dove il semplice atto di cliccare può contribuire a operazioni di riciclaggio di denaro.
Clic, è un attimo. Se poi per fare lo sforzo di pigiare il dito sul mouse o sullo schermo dell’iPhone si viene pure pagati, meglio ancora. Fin qui non c’è nulla di male, al di là di possibili critiche sui guadagni facili della gioventù. Il problema, semmai, è un altro e la Guardia di finanza mette in allerta soprattutto i genitori dei giovanissimi. Perché tra un clic e l’altro, tra 10 euro e 50 euro ricevuti per non fare nulla, si può finire per riciclare inconsapevolmente del denaro. Il miglior «ufficio di collocamento» ancora una volta sono i social. I giovanissimi non vengono contattati a caso. I prescelti sono i più attivi tra post, storie, like, appunto. 🔗 Leggi su Bergamo.corriere.it

Il riciclaggio di denaro spiegato sa Saviano
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