Da Sartori a D’Amico a Giuntoli | la pazienza dello scouting la necessità di vincere E l’equilibrio necessario
L’addio di Tony D’Amico all’Atalanta e il suo trasferimento alla Roma, dove lavorerà con Gian Piero Gasperini, segnano un cambiamento importante. La sua partenza porta a una riflessione nel mondo del calcio, in particolare sullo scouting e sulla necessità di vincere. La pazienza nel cercare i talenti e l’equilibrio tra investimenti e risultati sono temi centrali in questa fase di transizione.
L’ addio di Tony D’Amico e il suo approdo alla Roma, dove ritroverà Gian Piero Gasperini, rappresentano inevitabilmente un momento di riflessione anche per il mondo Atalanta. Non soltanto perché si chiude un capitolo importante della storia recente nerazzurra, ma soprattutto perché offre l’occasione di osservare con maggiore distacco il lavoro svolto dal dirigente negli ultimi anni. Una riflessione che rischia però di diventare superficiale se viene ridotta al classico elenco degli acquisti azzeccati e di quelli sbagliati. Il calcio moderno è pieno di classifiche improvvisate che misurano il valore di un direttore sportivo attraverso un semplice conto economico del dare e avere, come se il giudizio su una gestione potesse essere racchiuso esclusivamente nei successi e negli errori del mercato. 🔗 Leggi su Ecodibergamo.it

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