Ry? | la violenza nome comune nel mondo di oggi la Chiesa curi le ferite dell' uomo
Il testo affronta il tema della violenza nel mondo attuale e della necessità che la Chiesa si occupi delle ferite dell’uomo. Si cita la parabola del buon Samaritano come esempio di compassione e cura. La riflessione sottolinea che il contesto di predicazione del Vangelo riguarda persone, non luoghi, evidenziando il ruolo di figure umane come esempio di solidarietà e aiuto.
Daniele Piccini – Città del Vaticano Il mondo in cui siamo chiamati a proclamare il Vangelo, non è un luogo, ma una persona. Anzi due: due uomini. Uno è il buon Samaritano, protagonista della parabola del Vangelo di Luca. L’altro è il suo “prossimo”: la persona che lo “straniero” si ferma a curare. Entrambi ci descrivono profondamente e da entrambi abbiamo qualcosa da imparare: le ferite, la solitudine, la sofferenza e le sue cause da un lato; la sollecitudine nel chinarsi a prendersene cura, dall’altro. È il cuore della meditazione biblica tenuta questa mattina, 26 giugno, dal cardinale Grzegorz Ryś, arcivescovo metropolita di Cracovia, alla presenza di Leone XIV, durante i lavori del Concistoro straordinario in Aula Paolo VI ed intitolata In che mondo siamo chiamati a proclamare il Vangelo?. 🔗 Leggi su Vaticannews.va

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