Nemo dat quod non habet L’allenatore della prima formazione | quando la passione diventa educazione calcistica
Un allenatore di calcio giovanile non può trasmettere entusiasmo, coraggio, disciplina e amore per il gioco se non li vive personalmente. La massima latina “Nemo dat quod non habet” sottolinea che chi insegna deve prima possedere queste qualità. Nel calcio giovanile, questa idea evidenzia l'importanza di un esempio diretto da parte dell’allenatore per favorire l’apprendimento dei giovani calciatori.
“Nemo dat quod non habet”: nessuno può dare ciò che non possiede. Una massima latina che nel calcio giovanile assume un significato profondo: un allenatore non può trasmettere entusiasmo, coraggio, disciplina e amore per il gioco se per primo non li vive dentro di sé. Nella prima formazione calcistica — quella fase in cui un bambino entra per la prima volta in un campo, indossa una maglia e inizia a riconoscersi in una squadra — il ruolo dell’allenatore va ben oltre la tecnica. Prima ancora di insegnare un passaggio, un controllo o un movimento, il tecnico insegna un modo di stare nel calcio e, attraverso il calcio, un modo di stare nella vita. 🔗 Leggi su Gbt-magazine.com

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