Gunvor Nelson nella poesia della vita osservata
Un regista sperimentale ha dichiarato di non amare questa definizione e di preferire chiamare i propri film “film personali”, poiché, ha spiegato, derivano da una sola persona. La sua posizione si basa sull’idea che i lavori siano espressione diretta delle sue esperienze. Non ci sono altre interpretazioni ufficiali o etichette ufficiali associate ai film, solo la volontà di mantenere un’identità individuale.
Gunvor Nelson non amava la definizione di regista sperimentale e nemmeno che i suoi film venissero etichettati come tali. Preferiva definirli «film personali» perché, come affermava, questi «nascono da una sola persona». E proprio la nascita, insieme alla maternità e alla morte, è uno dei temi centrali che la filmmaker ha attraversato, e cercato di afferrare, con la sua macchina da presa. Scomparsa nel 2025 all’età di 93 anni, la cineasta svedese è celebrata quest’anno dal Cinema Ritrovato con un corposo omaggio articolato in quattro programmi che ripercorrono la sua filmografia dalla seconda metà degli anni Sessanta fino agli anni Novanta.... 🔗 Leggi su Ilmanifesto.it

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