CORTIS e REDRED | il K-pop che trasforma i Mondiali 2026 nel nuovo palco della Corea
Nel 2002, la Corea del Sud ha raggiunto le semifinali dei Mondiali e ha lasciato un'impronta visiva forte a livello internazionale. Ora, con l'organizzazione del torneo del 2026, il paese utilizza artisti come CORTIS e REDRED per promuovere la propria cultura musicale. Questi artisti sono coinvolti in iniziative legate alla manifestazione, contribuendo a rappresentare il patrimonio musicale coreano a livello globale. La partecipazione musicale si inserisce nel quadro delle strategie di promozione dell'evento.
Nel 2002 la Corea del Sud non entrò soltanto in semifinale ai Mondiali. Entrò nell’immaginario globale con una irruenza visiva che nessuna campagna di comunicazione avrebbe potuto comprare: un mare umano vestito di rosso, piazze trasformate in stadi, stadi trasformati in templi, una nazione intera che urlava se stessa al mondo con tre parole semplicissime e definitive: Be The Reds. Era un’immagine primaria, quasi tribale. Il rosso dei Red Devils, i tifosi della nazionale sudcoreana, non era soltanto un colore. Era una dichiarazione di esistenza. La Corea del Sud, Paese allora ancora raccontato troppo spesso attraverso la tecnologia, l’economia, la disciplina, l’alteritĂ asiatica, si presentava all’Occidente con un’altra faccia: giovane, rumorosa, emotiva, collettiva, impossibile da ignorare. 🔗 Leggi su Panorama.it
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