Crepet | Intelligenza artificiale? L’aspetto più amaro è l’uso didattico con il rischio che una generazione smetta di riflettere Bisogna avere il coraggio di dire no

Notizia in breve

Durante un’intervista, un esperto ha affermato che l’uso didattico dell’intelligenza artificiale rischia di far smettere una generazione di riflettere. Ha sottolineato la necessità di avere il coraggio di dire no a questa pratica. Ha anche parlato di rischi di omologazione che coinvolgono la società attuale.

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Nel corso dell’intervista rilasciata a Il Resto del Carlino, Paolo Crepet ha colto l’occasione per riflettere sui rischi dell’omologazione che riguardano, purtroppo da vicino, la società attuale. La tendenza a cercare una vita impeccabile, quasi telecomandata, rischia di spegnere la nostra capacità di provare emozioni autentiche: “Io scrivo libri, ne parlo perché non apprezzo questo mondo. E allora non posso essere neutrale perché non mi appartiene. Vanno trovate le mediazioni possibili. Bisogna fare qualcosa”. Lo sguardo dello studioso si allarga anche al modo in cui i moderni strumenti digitali stanno plasmando la realtà, da un maggiore grado di indifferenza nel modo in cui si vivono i conflitti fino al loro ingresso nelle aule scolastiche. 🔗 Leggi su Orizzontescuola.it

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© Orizzontescuola.it - Crepet: “Intelligenza artificiale? L’aspetto più amaro è l’uso didattico, con il rischio che una generazione smetta di riflettere. Bisogna avere il coraggio di dire no”
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