Cinzia Pedrizzetti | Tutta l’umanità che ho scoperto dentro il carcere
La regista e fotografa ha condiviso di aver scoperto un'intera umanità all’interno di un carcere, descrivendo questa esperienza come un percorso che ha amato profondamente. Ha dichiarato che si tratta solo della prima parte del suo lavoro e che intende continuare a documentare ogni passaggio, senza tralasciare nulla. Ha usato il termine “amore” per definire il suo rapporto con questa esperienza e con le persone incontrate.
È solo la prima parte perché la regista e fotografa non vuole tralasciare neanche un passaggio di un percorso che ha evidentemente amato. Lei stessa utilizza la parola amore. «I detenuti che mi hanno aiutata ad allestire la mostra hanno iniziato a raccontarmi che quelle nelle foto erano le loro fidanzate. Ho chiesto come potesse esserci questo tipo di relazione e mi hanno raccontato un po' le modalità con cui, pur non avendo un contatto fisico, riescono a comunicare e a innamorarsi e a creare delle relazioni. Il film è questo, è un misto di racconti. La protagonista, Giovanna, è un misto di storie che mi hanno raccontato le ragazze detenute, prima quelle che ho fotografato e poi quelle che sono andata a intervistare per fare anche il casting e per realizzare il corto. 🔗 Leggi su Vanityfair.it

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