Sponda brasiliana per l’Europa La via di Bruxelles per le terre rare
Sul fronte delle terre rare, l’Europa sta puntando al Brasile come via alternativa alla Cina. Dopo gli Stati Uniti, anche il Vecchio Continente ha iniziato a considerare il paese sudamericano per le risorse minerarie. Il Brasile possiede riserve di terre rare tra le più grandi al mondo, secondo solo alla Cina, e si sta valutando come coinvolgerlo in progetti di estrazione e approvvigionamento.
Dopo gli Stati Uniti, l’Europa. Nel grande gioco delle terre rare, la chiave di volta per l’autonomia dalla Cina è il Brasile. Paese che per quantità di risorse disponibili nel sottosuolo è secondo, per l’appunto, solo al Dragone. Gli Stati Uniti ci hanno messo gli occhi da tempo, sempre più convinti nella necessità di fare a meno di Pechino e della sua rete di forniture, inclusa l’infrastruttura per la raffinazione. Ora però anche l’Europa ci sta facendo un pensierino, abbracciando la strategia americana. D’altronde, non è certo un mistero, gli Stati Uniti sono un pezzo avanti al Vecchio continente, con la propria tela di accordi già ben articolata. 🔗 Leggi su Formiche.net

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