Quando la Farnesina guarda ai Caraibi ma pensa alle urne
Ogni volta che si parla di scelte strategiche nel settore politico, spesso si nascondono interessi economici e elettorali. Le nomine considerate di rilievo spesso sono legate a calcoli di consenso o di bilancio, meno che a motivazioni esclusivamente tecniche o di politica estera. La relazione tra decisioni di politica estera e le esigenze interne si manifesta frequentemente in questo contesto. Le scelte di rappresentanza e investimenti sono influenzate da considerazioni di breve termine e di convenienza politica.
Ogni volta che la politica usa la parola “strategico” conviene tenere una mano sul portafoglio e l’altra sulle urne. Perché dietro molte nomine strategiche si nasconde spesso una strategia molto meno nobile di quella raccontata nei comunicati ufficiali. L’ultima vicenda arriva dalla Farnesina dove un sottosegretario agli Esteri ha nominato un consigliere personale per i rapporti economici e di raccordo con comunità, associazioni e istituzioni dell’area Nord America, Centro America e Caraibi. Una formula altisonante che sembra uscita da un manuale di diplomazia internazionale ma che, letta con attenzione, racconta soprattutto una storia di relazioni, contatti e consenso. 🔗 Leggi su Romadailynews.it
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