Il giallo di Ivan Ciullo il deejay trovato morto nel Salento | la famiglia mette in mora il ministero della Giustizia per gravi carenze nelle indagini
A undici anni dalla morte del deejay trovato senza vita nelle campagne del Salento, i familiari contestano le indagini e hanno messo in mora il ministero della Giustizia. La richiesta riguarda presunte carenze nelle procedure investigative seguite nel caso. La morte dell’artista risale al 22 giugno 2015, e la famiglia continua a chiedere chiarimenti ufficiali. Nessuna informazione è stata comunicata in merito alle eventuali azioni giudiziarie o alle risposte del ministero.
A undici anni dalla morte di Ivan Ciullo, il dj salentino trovato senza vita nelle campagne di Acquarica del Capo il 22 giugno 2015, i familiari tornano a chiedere risposte e chiamano in causa direttamente il ministero della Giustizia. La madre Rita, il padre Sergio e la sorella Daniela hanno infatti notificato una formale diffida all'amministrazione statale, chiedendo un risarcimento danni di 465 mila euro per quelle che definiscono «gravi carenze» nell'attività investigativa svolta nel corso degli anni. Secondo i familiari del 34enne, assistiti dall'avvocato Paolo Maci, una serie di ritardi e omissioni avrebbero compromesso in modo irreversibile la possibilità di accertare con certezza le cause del decesso del giovane musicista, il cui corpo fu rinvenuto impiccato a un albero d'ulivo mediante un cavo microfonico. 🔗 Leggi su Lecce.corriere.it

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