Si stava meglio quando si giocava a pallone nelle piazzette o oggi tra tecnologia e attività organizzate? Ne parliamo con Simone Digennaro INTERVISTA
Un'intervista esplora il confronto tra i giochi tradizionali, come il calcio nelle piazzette, e le attività moderne dominate dalla tecnologia e dall'organizzazione strutturata. Viene inoltre affrontato il tema delle condizioni attuali dei sistemi educativi e dell'infanzia a rischio, con riferimenti a possibili interventi e soluzioni. La conversazione si concentra su aspetti pratici e concreti, senza approfondimenti di carattere emotivo o opinioni personali.
Qual è lo stato attuale dei sistemi educativi e dell’infanzia a rischio, e quali sono le possibili soluzioni? Ne abbiamo parlato con il professor Simone Digennaro, docente di pedagogia speciale, coordinatore dei corsi di formazione iniziale per docenti e presidente dei corsi di laurea in scienze motorie presso l’Università di Cassino e del Lazio meridionale. Professor Digennaro, iniziamo con una nota particolare. Oggi parliamo anche di uno spettacolo teatrale che si è svolto di recente, dal titolo “Le cose non dette – ti presento te stesso”, che in realtà è un primo convegno-spettacolo di educazione emotiva. Come nasce l’idea di trasformare un convegno in una rappresentazione teatrale? in effetti l’idea nasce dalla noia, un po’ come in quel luogo comune dove si afferma che “dalla noia possono nascere belle cose”. 🔗 Leggi su Orizzontescuola.it

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