Pace col terrore guerra con gli amici
Il testo afferma che è insensato credere che il presidente degli Stati Uniti possa raggiungere un accordo di pace con un leader considerato criminale e terrorista, come Khamenei, e allo stesso tempo scontrarsi con figure politiche di altri Paesi come il Papa, Macron o Meloni. La critica sottolinea la coerenza delle posizioni e delle azioni politiche, evidenziando come tali comportamenti possano sembrare incoerenti o contraddittori. Non vengono forniti dettagli specifici sui fatti o sui contesti di queste affermazioni.
Pensare che il presidente Usa possa «fare la pace» con un criminale terrorista come Khamenei e due ore dopo azzuffarsi con il Papa, Macron o Giorgia Meloni è «da fessi». A meno che non si faccia finta di non sapere cos'è Trump: uno che tratta la diplomazia come un reality, dove contano i titoli in sovraimpressione, non la coerenza. L'audience si produce così: oggi stringi la mano al nemico, domani molli uno schiaffo all'alleato. Perché l'alleato risponde, il nemico no. E soprattutto: l'alleato vota, il nemico no. Se lui è Maga, l'Italia per lui è «magica»: gli serve come bersaglio utile mentre si avvicinano le elezioni di Midterm, con i repubblicani spaccati tra partito-Nato e partito-setta. 🔗 Leggi su Ilgiornale.it

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