Perché vale più un contadino di un generale

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Un commento ha messo in discussione il valore del lavoro rurale rispetto a quello militare. Si è affermato che chi non semina non può aspettarsi di raccogliere, sottolineando l'importanza della fatica e della pazienza in agricoltura. La discussione ha evidenziato come alcuni considerino inutile dedicarsi alla semina, ritenendo che il tempo speso possa sembrare perso, mentre altri continuano a valorizzare il lavoro dei contadini.

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“Chi non semina non raccoglie” è un proverbio che nasce dalla saggezza contadina. Parole banali, come quelle di tutti i proverbi, eppure c’è chi pensa che la stagione della semina sia tempo perso, che sia inutile sporcarsi le mani e avere la pazienza di vedere che accadrà. Dico questo perché quello che è successo ieri al Parlamento europeo - l’approvazione delle nuove direttive comunitarie in tema di contrasto all’immigrazione clandestina - non sarebbe accaduto senza la lunga e tormentata semina del governo italiano. Quando il generale Vannacci si dice inorridito dal rapporto del centrodestra italiano - o di gran parte di esso - con Ursula von der Leyen, nega una banale verità: gli obiettivi politici si raggiungono trattando, non sfasciando; scambiando favori e addirittura cambiando alleanze in base all’interesse nazionale. 🔗 Leggi su Liberoquotidiano.it

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