Attenzione a definire ‘censura’ ogni esclusione di artisti e intellettuali dalle manifestazioni pubbliche
Da circa una settimana vengono pubblicati articoli sulla libertà di espressione che spesso definiscono censura ogni esclusione di artisti e intellettuali da eventi pubblici. Questa definizione si basa su argomentazioni semplificate che rischiano di ridurre la complessità del tema e di non rispettare pienamente la capacità di comprensione del lettore.
Correzione. Da circa una settimana stiamo pubblicando articoli sulla libertà di espressione che purtroppo sono viziati da un errore ricorrente: definiamo censura ogni esclusione di artisti e intellettuali dalle manifestazioni pubbliche, argomentando con semplificazioni che fanno torto all’intelligenza del lettore. Abbiamo scritto, per esempio, che “il patentino antifascista è ridicolo perché gli editori non sono partiti politici e gli autori non devono giurare sulla Costituzione”: ma la dichiarazione di adesione ai principi democratici richiesta da una manifestazione culturale non è equivalente al giuramento imposto ai funzionari dello Stato. Chiedere l’adesione ai valori antifascisti non equivale a imporre un giuramento ideologico: una manifestazione culturale sceglie sempre chi invitare sulla base di propri criteri. 🔗 Leggi su Ilfattoquotidiano.it

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