Ripari un planetario e aggiusti l’universo
In ottobre 1945, l’Italia riprende l’anno scolastico in un Paese ancora segnato dalle macerie della guerra. La maestra Gilla osserva con tristezza i muri che fino a poco prima ospitavano soldati nazisti, simbolo di un passato violento. Quel primo anno scolastico dopo la liberazione rappresenta un tentativo di ricostruzione, tra difficoltà e speranze di rinascita. La scuola si apre in un periodo di grande cambiamento e di sforzi per ripartire da zero.
È l’ottobre 1945. L’anno scolastico inizia in ritardo. È il primo dell’Italia liberata e non è semplice ripartire dalle macerie. La maestra Gilla guarda con angoscia quei muri che fino a poche settimane prima alloggiavano i nazisti. È arrivata a Borgo di Dentro (è il nome scelto dall’autrice per indicare la parte più antica di Ovada, cittadina geograficamente piemontese, ma ligure per tradizione, lingua e cuore) per sfuggire alle bombe che martoriavano la sua Genova, e come tanti giovani ha combattuto e ha rischiato la vita, scommettendo sulla costruzione di un futuro migliore che altri compagni non vedranno. Ma ora non vuole pensare a quel che la guerra le ha tolto, e le 23 allieve di quinta elementare che ha di fronte sono una ragione sufficiente per tenere a bada la tristezza. 🔗 Leggi su Lanazione.it

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