L’autorazzismo e la doppia velocità della giustizia
Un articolo analizza il fenomeno dell’autorazzismo e della doppia velocità della giustizia. Viene osservato come, in un’epoca di cambiamenti sociali, siano scomparsi valori e ideologie tradizionali, mentre si afferma una nuova “fede civile” caratterizzata da disvalori. La situazione viene descritta come un cambiamento drastico nelle dinamiche sociali e giudiziarie, senza entrare nel merito di cause o responsabilità.
Roma, 17 mag – Nell’epoca della dissoluzione sono scomparsi i valori e le ideologie, la religione e la spiritualità. Una nuova fede civile con i suoi disvalori è comparsa prepotentemente sulla scena. Anche quando si parla di giustizia. Nelle sue ferree regole l’antirazzismo è un dogma potente: non si può trasgredire pena la condanna all’eterna esclusione, peccato capitale della superstizione antifascista. Tra superstizione e realtà. Chi è tacciato di razzismo automaticamente entra nella bolgia infernale insieme agli omofobi, nel girone dantesco dei fascisti, dei reprobi peggiori. Ovviamente a meno che il razzismo non si muova al contrario, contro i bianchi, colpevoli di ogni male comparso nella Storia: schiavismo, colonialismo, sfruttamento. 🔗 Leggi su Ilprimatonazionale.it

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