La diaspora dopo la fine della Dc lo scontro con Prodi e l’asse con Berlusconi
Dopo la fine della Democrazia Cristiana, si sono verificati spostamenti e divisioni all’interno della diaspora politica di quella formazione. Camillo Ruini, figura di spicco della Chiesa, aveva una forte convinzione che la politica fosse il luogo in cui la fede poteva manifestarsi attraverso la storia e la cultura. Durante il suo impegno, si è scontrato con proposte politiche di diversi schieramenti, tra cui quelle di Prodi, e ha mantenuto rapporti con l’area di centro-destra.
Camillo Ruini è stato un uomo di Chiesa che credeva profondamente nella politica, che nella sua visione doveva essere il terreno in cui la fede doveva farsi storia e cultura. Con la sua scomparsa, l'Italia ha perso una figura chiave capace di tenere quei due mondi in equilibrio, un Cardinale che ha saputo attraversare le tempeste della transizione italiana tra la fine del Novecento e il Duemila, lasciando un'impronta storica del suo passaggio. In quel periodo così complesso a livello politico, Ruini seppe leggere e individuare ciò che era meglio per il “suo” gregge: la fine della Democrazia Cristiana aveva lasciato i cattolici italiani senza una casa politica e questo rischiava di condurli all’irrilevanza decisionale. 🔗 Leggi su Ilgiornale.it
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