Robert McDuffie l’intervista al violinista | Volevo fare un festival ho trovato una missione
Il violinista ha raccontato di aver deciso di organizzare un festival dopo aver raggiunto un alto livello di virtuosismo. Ha spiegato di aver trovato in questa iniziativa una nuova missione, che va oltre le esibizioni individuali. La sua scelta è nata dall’esigenza di creare un evento che coinvolgesse altri artisti e pubblico, trasformando la passione per la musica in un progetto più ampio.
Ci sono artisti che trascorrono la vita inseguendo il virtuosismo e altri che, dopo averlo raggiunto, iniziano a cercare qualcosa di piĂą difficile da definire. Ascoltando Robert McDuffie si ha l’impressione di trovarsi di fronte a una di queste persone. La sua biografia racconta una storia che, sulla carta, sembra appartenere alla geografia luminosa dell’eccellenza musicale internazionale: il bambino della Georgia che scopre il violino, il ragazzo che a quattordici anni ascolta Itzhak Perlman eseguire la Sonata del Diavolo di Tartini e decide che la propria vita sarĂ la musica, il solista che sale sui palcoscenici piĂą prestigiosi del mondo, il collaboratore di Philip Glass, l’amico di Mike Mills dei R. 🔗 Leggi su Virgilio.it

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