Ragini un italiano a Kinshasa | Ho visto povertà e cadaveri E la polizia sparava ad altezza uomo
Dieci anni fa, un italiano che allenava una squadra locale a Kinshasa ha raccontato di aver visto povertà, cadaveri e polizia che sparava ad altezza uomo vicino allo Stadio dei Martiri. Durante un suo soggiorno, ha osservato scene di violenza e disagio sociale. Le sue testimonianze riguardano un momento in cui si trovava nello stadio e nelle strade circostanti, descrivendo un ambiente segnato da conflitti e tensioni.
Quando ha messo piede allo Stadio dei Martiri di Kinshasa, un giorno come tanti di dieci anni fa, il sammarinese Marco Ragini ha dato uno sguardo alle due traverse: “Allenavo l’Ujana, in Repubblica Democratica del Congo. Ci avevano raccontato che nel 1966 avevano impiccato lì quattro persone, tra cui tre ministri, accusati di aver cospirato contro l’ex dittatore Joseph-Desiré Mobutu. Lì appesero allo stadio, di fronte alla gente. Avevo i brividi.”. Il gran ritorno al Mondiale dei “leopardi” passa da qui. Nel 1974 sbarcarono in Germania come Zaire, con un’altra bandiera e altre storie di vita, tutt’altro che serene. Joseph Mwepu Ilunga calciò a 50 metri una punizione “al contrario” contro il Brasile, uscendo dalla barriera prima del fischio dell’arbitro. 🔗 Leggi su Gazzetta.it

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