Hormuz guerra alle mine Come l’Italia si prepara a intervenire Navi della Marina già a Gibuti
Le navi della Marina italiana sono già a Gibuti in vista di un intervento nel Golfo di Oman, dove si svolge una missione contro le mine marine. La flotta italiana è considerata tra le più attive in questo settore, come attestato da un riconoscimento del 1991 firmato da un contrammiraglio della US Navy. La presenza nel porto di Gibuti fa parte di operazioni di sorveglianza e bonifica in un’area strategica, con equipaggi e mezzi pronti a intervenire in caso di necessità.
Roma, 16 giugno 2026 – “La flotta italiana è leader nella guerra contro le mine ”. L’encomio firmato nel 1991 dal contrammiraglio della US Navy, James E. Taylor, – quando l’Italia e la Francia bonificarono l’intera costa del Kuwait neutralizzando oltre 1500 ordigni piazzati dalle forze irachene torna oggi più attuale che mai. All’indomani della firma digitale della ’dichiarazione d’intenti’ Usa-Iran, attualmente una Francia, Italia, Regno Unito, Germania, Giappone, Canada, Australia, Grecia e Cipro hanno già dato la loro disponibilità a intervenire per supportare “ l’urgente riapertura dello Stretto di Hormuz ” anche attraverso “una missione strettamente difensiva e indipendente per rassicurare la navigazione commerciale e condurre operazioni di sminamento”. 🔗 Leggi su Quotidiano.net
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I CACCIAMINE ITALIANI PARTONO PER GIBUTI, ROMA SI PREPARA ALLA SFIDA NELLO STRETTO DI HORMUZ
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L’Italia si prepara a contribuire a una missione per la libera navigazione nello Stretto di #Hormuz. Principale ostacolo: le mine. Ma i mezzi specializzati della nostra Marina sono pronti. #Tg1 Marzia De Giuli facebook
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