Chi compie un femminicidio toglie la vita a una donna chi dice che i femminicidi non esistano toglie la voce a tutte le donne
Un uomo ha ucciso una donna in un episodio di violenza domestica. La vittima aveva 35 anni e si trovava nella sua abitazione quando è stata colpita con un’arma da taglio. La polizia ha arrestato il sospettato poco dopo l’accaduto. La scena si è svolta in un quartiere residenziale, dove vicini hanno chiamato le forze dell’ordine dopo aver sentito le urla. La donna è deceduta sul posto.
Affermare – come recentemente è stato fatto – che il femminicidio non esista non è soltanto una profonda mancanza di rispetto verso le donne che hanno perso la vita per mano di un uomo che, uccidendole, ha voluto stabilire il proprio potere e il proprio predominio. È anche e soprattutto una pericolosa deriva che toglie voce, spazio, dignità a tutte le donne: negare l’esistenza del femminicidio, vale a dire un omicidio dietro cui c’è una violenza strutturale, significa negare l’esistenza di una cultura, quindi di un fenomeno sistemico che genera violenza e di cui il femminicidio è solo la punta dell’iceberg. Perché è pericoloso negare l’esistenza dei femminicidio. 🔗 Leggi su Donnapop.it

Il femminicidio di Zoe Trinchero e la violenza di genere tra i giovanissimi
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