Allegri e l’allegrismo È davvero odiato come lo era Berlusconi? Esegesi del corto muso
Allegri suscita reazioni forti tra i tifosi, con alcuni che lo apprezzano e altri che lo criticano aspramente. In alcune zone, come Napoli, esprimere un'opinione positiva su di lui può portare a reazioni di rifiuto o sdegno. La sua figura diventa un punto di divisione tra i sostenitori, che lo difendono, e gli avversari, che lo criticano duramente. La polarizzazione riguarda anche il modo in cui viene percepito pubblicamente e nelle conversazioni di ogni giorno.
Provate a dirlo a cena, a Napoli: “Allegri mi piace”. C’è chi giura che vi toglierebbero il saluto. Eppure Allegri è davvero diventato l’allenatore del Napoli, e questo rende lo stigma ancora più curioso: è uno di quegli stigmi calcistici che vivono benissimo sui social e poi, puntualmente, muoiono allo stadio. Ed è proprio da qui che parte la nuova puntata: dall’idea che certe appartenenze siano diventate identità totali, marchi da esibire o da rinnegare, più che semplici gusti. Ma quanto regge davvero questa frattura? O è l’ennesima narrazione che ci raccontiamo? Gallo, gli stigmi e una città che si de-ideologizza. A scendere dall’Arenella per ragionarne con noi è il direttore del Napolista, Massimiliano Gallo. 🔗 Leggi su Ilnapolista.it
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