Viaggio tra mito e new wave È la grande notte dei The Cure
I The Cure hanno tenuto una grande notte di musica, con un pubblico che ha assistito a un concerto caratterizzato da un sound che combina un basso pulsante e chitarre sognanti. La voce di Robert Smith, esistenziale e riconoscibile, si riflette in tastiere malinconiche. I membri del gruppo si sono presentati con capelli spettinati, outfit total black e rossetto sbavato, creando un’immagine che richiama sia il mito che la new wave.
Capelli scapigliati, spettinati ad arte, rossetto sbavato sfoggiato con naturalezza, outfit total black e un sound che si avvantaggia di un basso pulsante, che incontra chitarre sognanti, mentre il canto esistenziale di Robert Smith si specchia in tastiere malinconiche. Per i ragazzi degli anni Ottanta ma anche per i giovani d’oggi, che cercano autenticità e sanno riconoscere emozioni vere, non c’è nessuna band (a parte forse i Depeche Mode) capace di contrastare il fascinoso appeal senza tempo di The Cure. Lo charme trans-generazionale della band regina del post rock gothic non è solo una iconica suggestione romantica, ma uno spleen che continua a risuonare in sintonia con le ansie di... 🔗 Leggi su Lanazione.it

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