Palermo carcere per il commando del Kalashnikov e tentati omicidi
Una banda accusata di aver usato un Kalashnikov in attacchi e tentati omicidi è stata arrestata e condannata al carcere. I membri sono sospettati di aver compiuto atti di violenza legati a estorsioni e azioni omicidiari. Le indagini hanno ricostruito la loro attività, che comprendeva colpi di arma da fuoco contro obiettivi specifici. La strategia criminale si è evoluta nel tempo, passando da semplici richieste estorsive a comportamenti più violenti e mirati.
Il GIP convalida i fermi per l’escalation criminale a Palermo. Il giudice per le indagini preliminari ha disposto il carcere per Danilo D’Ignoti, 38 anni, e Dionisio Mineo, 35 anni, accusati di sparare con un kalashnikov contro un’abitazione in via don Minzoni lo scorso 29 aprile. L’indagine, coordinata dal procuratore Maurizio de Lucia e dall’aggiunto Vito di Giorgio, mira a smantellare una serie di atti criminali che hanno colpito la città negli ultimi mesi. Le autorità della direzione distrettuale antimafia hanno esteso le misure cautelari anche a Massimo Gioè, 41 anni, e Riccardo Civiletti, 25 anni. Questi due soggetti facevano parte del commando responsabile di un tentativo di omicidio avvenuto il giorno successivo all’attacco in via don Minzoni. 🔗 Leggi su Ameve.eu
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