Il testo dell’ex rettore Franzini per la Milanesiana | Così il desiderio e la legge costruiscono l’arte
L’ex rettore ha partecipato alla Milanesiana con un intervento sul rapporto tra desiderio, legge e arte. Ha affermato che il desiderio rappresenta un fondo oscuro che fa sì che l’opera d’arte sembri una realtà infinita, mai del tutto pacificata. Secondo lui, questa tensione tra impulso e regole contribuisce a plasmare l’arte, rendendola un’esperienza complessa e in continua evoluzione.
Elio Franzini * Il desiderio è un fondo oscuro in virtù del quale l’ opera d’arte appare come una realtà infinita, mai pacificata, che non possiamo ridurre a un’ambigua sublimazione estetica. È il desiderio che tiene viva, nel processo e nel progetto dell’arte, la forza formativa, una legge mitica originaria che impedisce di ricondurre l’artistico a una necessità astratta che ne uccide le potenzialità produttive. Il desiderio non può essere “spiegato”, definito, ridotto a una sequenza lineare, clinica, sintomale. Vive di fenomeni, non di ideologie, e giunge alla forma passando attraverso le incostanze e casuali forze che aprono a un dialogo con quel che ci circonda. Ridurre questo percorso... 🔗 Leggi su Ilgiorno.it

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