Dai fascisti ai compagni che non dicono genocidio gli autori messi all’indice
«Più libri, più liberi», anche nell’ultima edizione. E il Salone del libro di Torino. Fino alla più stretta attualità, con lo stigma del «fascismo» sostituito da quello del «sionismo» e tanto di anatemi su Erri De Luca al Festival della Letteratura di Salerno ed Eshkol Nevo all’evento «Il libro possibile» in Puglia. È di stamani la reazione della premier Giorgia Meloni al «patentino antifascista» per poter partecipare alla fiera dei piccoli e medi editori a Roma, ma - negli ultimi anni - quasi ogni appuntamento culturale e librario è stato segnato da censure e tentativi di apporre la lettera scarlatta a qualche casa editrice o a un’intellettuale. Quindi, se quest’anno la fiera «Più libri più liberi» è segnata dalle polemiche, anche politiche, ancora prima del suo inizio, l’anno scorso a finire nel mirino era stata la casa editrice «Passaggio al Bosco». 🔗 Leggi su Ilgiornale.it

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