I nuovi romanzi di Lynch e Vuillard fanno i conti con le radici marce della nostra contemporaneità
Due nuovi romanzi, uno di Lynch e uno di Vuillard, esplorano le origini oscure della società contemporanea. Entrambi i testi attraversano ambientazioni diverse, dall’Irlanda del XIX secolo alle zone aride del Nuovo Messico, collegando le storie attraverso un filo invisibile e sanguinoso. Le narrazioni si concentrano su eventi e atmosfere che riflettono le radici profonde di problemi attuali, senza offrire interpretazioni o giudizi.
C’è un filo invisibile e insanguinato che lega le brughiere desolate dell’ Irlanda ottocentesca ai deserti polverosi del Nuovo Messico. Un filo fatto di fango, miseria nera e di quella violenza strutturale che il capitalismo nascente ha sempre contrabbandato per “civilizzazione” o progresso economico. La letteratura, quando decide di non piegarsi alle logiche consolatorie dell’intrattenimento da classifica o dei salotti borghesi, ha il dovere politico e morale di scavare lì, tra le costole dei vinti, per restituirci la carne viva della Storia. A compiere questa operazione chirurgica e spietata sono oggi due romanzi straordinari, capaci di smantellare i miti fondativi della modernità occidentale attraverso una lingua che si fa polvere, sangue e poesia. 🔗 Leggi su Ilfattoquotidiano.it

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