QUATTRO VOLTE ME di Maria Lazar | recensione
Un manoscritto rimasto a lungo nascosto tra le carte private, una voce dimenticata e una potenza narrativa che travolge il lettore a quasi un secolo di distanza. Arriva in libreria per Adelphi, con la traduzione dal tedesco di Laura Ragone, Quattro volte me di Maria Lazar. Un’opera intessuta di un’audacia psicologica e tematica sconvolgente per l’epoca in cui fu concepita. Trama. Le piccole donne di Maria Lazar sono Grete, Anette, Ulla e l’anonima narratrice che parla in queste pagine. La sua confessione, concitata e rapinosa, suscita in noi un crescente turbamento, perchĂ© la sua voce si mimetizza con le altre, a scuola le capita di dimenticare il suo nome, di rispondere all’insegnante con la voce di Grete, di scrivere un tema con la grafia di Ulla, di patire nella carne il dolore delle amiche. 🔗 Leggi su Nerdpool.it
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