La maxi-barriera | In otto ore riusciremo a difendere Firenze
Un progetto di maxi-barriera promette di proteggere Firenze in otto ore. La barriera si basa su un’analisi approfondita del corso dell’Arno e del suo comportamento durante le piene. Non sono stati forniti dettagli tecnici specifici, né informazioni sui costi o sui soggetti coinvolti. La realizzazione mira a prevenire danni derivanti da alluvioni, secondo quanto dichiarato dagli ideatori. Nessuna data precisa di avvio o di completamento del progetto è stata comunicata.
"Questo progetto nasce dopo una lunga e dettagliata analisi del corso dell’Arno e del suo comportamento durante una piena". Giovanni Massini, direttore della Direzione difesa del suolo e Protezione Civile della Regione Toscana, ci illustra come funzionerà la ’barriera’ salva-Firenze in caso di piene straordinarie del fiume che della città è – da sempre – croce e delizia. Direttore, come si sviluppa il progetto? "Partiamo dal Ponte Vecchio che è di fatto il punto più stretto e critico nella corsa del fiume in città. Ci passano, ’in pressione’ 3.500 metri cubi d’acqua al secondo in regime di piena". Cosa intendiamo in questo caso per piena? "Che oltre questa portata non c’è un filo d’aria sotto il ponte". 🔗 Leggi su Lanazione.it
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