Quei proiettili killer che la tregua non ferma
Il 5 giugno, un bambino di sette mesi è stato colpito da proiettili in un attacco a Tel Rumeida, Hebron. Seduto in braccio alla madre, era sul sedile posteriore di un’auto familiare quando è stato raggiunto. Le fonti riferiscono che la tregua in corso non ha impedito l’uso di armi da fuoco nel quartiere. Nessuna informazione è stata fornita su eventuali arresti o indagini in merito.
Sam Fahd Abu Haikal aveva sette mesi e ancora doveva muovere i primi passi. Il 5 giugno era seduto in braccio a sua madre, sul sedile posteriore dell’auto di famiglia, a Tel Rumeida, Hebron. Un proiettile dei soldati israeliani lo ha ucciso lì, in braccio. L’esercito ha spiegato di aver esploso colpi singoli contro un veicolo che sembrava accelerare e di aver aperto un’inchiesta. Il padre, docente all’Università di Betlemme, ha risposto a Vatican News: «Ci hanno detto che è stato un errore ma niente di tutto ciò si può definire errore. Ora vogliamo giustizia». Il 10 giugno l’Unicef ha messo in fila il resto: otto bambini uccisi e 17 feriti nello scorso fine settimana in cinque diverse località della Striscia di Gaza. 🔗 Leggi su Lanotiziagiornale.it
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