L’Amazzonia è devastata e la febbre dell’oro è letale
Le indagini sul campo condotte da Carlos Mestanza-Ramón hanno evidenziato un'elevata deforestazione e danni ambientali nell’Amazzonia ecuadoriana, attribuibili all’estrazione indiscriminata di risorse. La regione ha subito perdite significative di biodiversità e habitat naturali. Le attività minerarie, in particolare l’estrazione d’oro, sono state identificate come cause principali di questa devastazione. I rapporti segnalano anche impatti sociali, con comunità locali coinvolte in conflitti e problemi di salute legati alle operazioni minerarie.
Carlos Mestanza-Ramón ha coordinato una serie di indagini sul campo che hanno messo a nudo la tragedia ambientale e sociale causata dall’estrazione indiscriminata di risorse nell’Amazzonia ecuadoriana. Lo abbiamo incontrato il 2 giugno a Coca, nella provincia di Orellana, al Convegno Amazonía Viva, dove ha tenuto una conferenza dal titolo Il costo nascosto dell’oro per approfondire con lui alcuni aspetti della lezione. In Europa s’immagina l’Amazzonia come un paradiso incontaminato, ma il quadro che emerge dalla tua presentazione è ben diverso. L’Amazzonia che il mondo idealizza non esiste più. Da oltre quarant’anni è oggetto di una devastazione silenziosa. Questo territorio è stato violentato da un’attività petrolifera spietata, con fuoriuscite croniche e impunite di idrocarburi che avvelenano i corpi idrici superficiali e le falde sotterranee. 🔗 Leggi su Cms.ilmanifesto.it

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