La protesta degli psicologi si sposta al Ministero | perché fermare l’aumento contributivo calato dall’alto
Gli psicologi hanno spostato la protesta al Ministero per opporsi all’aumento dei contributi deciso dall’alto. Per coprire i nuovi costi, sarà necessario aumentare le tariffe professionali. La questione riguarda la sostenibilità economica delle prestazioni, in un momento in cui l’accesso alla salute mentale è al centro dell’attenzione pubblica. La protesta si concentra sulla richiesta di una revisione delle decisioni sui contributi e delle ripercussioni sui servizi offerti.
di Francesca Pelizzoni In tempi in cui il tema dell’accessibilità del salute mentale è all’ordine del giorno, gli psicologi dovranno aumentare le tariffe per sostenere gli aumenti contributivi. Questa una delle principali motivazioni dell’aspro conflitto in corso tra Enpap (Ente di Previdenza e Assistenza degli Psicologi) e i suoi iscritti. La distanza tra i vertici della Cassa e la base dei professionisti si è allargata dopo l’esito dell’ultima votazione del 23 aprile scorso che ha dato il via libera all’innalzamento della contribuzione obbligatoria dal 12% al 19%. La palla è passata ora al Ministero del lavoro e al Mef per la ratifica della riforma. 🔗 Leggi su Ilfattoquotidiano.it

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