Dove doveva esserci la mafia ma c’è la solita Repubblica
Nelle verifiche sul cantiere del Ponte sullo Stretto di Messina, non sono stati riscontrati collegamenti con attività mafiose. Le autorità hanno concluso le indagini senza trovare elementi che collegassero il progetto a organizzazioni criminali. Le ispezioni sono state condotte in seguito a sospetti iniziali, ma i controlli hanno escluso qualsiasi coinvolgimento di gruppi criminali. La gestione dei lavori prosegue senza ostacoli di natura illegale.
Ma come? Non doveva essere la mafia, quella a mettere le mani sul Ponte sullo Stretto di Messina, l’opera pubblica più discussa al mondo? Non doveva essere la ’ndrangheta a fare affari d’oro? Non era, questo Ponte dei miracoli, l’incontro tra due cosche, anziché due coste come dice l’abusatissimo calembour che da anni si recita nella retorica antimafia? Ed invece, eccoci qui. Quale mafia, quali trame nell’ombra, quali appalti pilotati. Siamo alla solita pulciosa storia di corruzione all’italiana, di sussurri e ammiccamenti, incarichi promessi, telefonate e intercettazioni. La Procura di Roma ha aperto un’inchiesta sul Ponte sullo Stretto. Tre gli indagati: l’imprenditore calabrese Vincenzo... 🔗 Leggi su Linkiesta.it

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