SPAZIO | la stessa meraviglia che accendeva gli occhi dei nostri antenati
Un uomo, la cui identità e luogo di provenienza sono sconosciuti, osservava il cielo molto prima dell'invenzione di computer, satelliti e razzi. La sua attività risale a un’epoca in cui l’umanità non aveva ancora sviluppato strumenti avanzati per lo studio dello spazio. Questa figura rappresenta un esempio di come l’osservazione dei fenomeni celesti abbia radici antiche e profonde nella storia dell’uomo.
Molto prima dei computer, dei satelliti e dei razzi, c’era un uomo che osservava il cielo. Non sappiamo il suo nome, non sappiamo dove vivesse. Sappiamo però che, come milioni di esseri umani dopo di lui, rimase affascinato da quel tappeto di stelle che illuminava la notte. Perché brillano? Dove finiscono? Cosa c’è oltre? La storia dell’esplorazione spaziale nasce probabilmente così: da una domanda. Una semplice domanda che, secolo dopo secolo, ha alimentato il desiderio dell’umanità di conoscere ciò che si trova oltre i confini del mondo conosciuto. La peculiarità dell’uomo d’altronde è sempre stata la capacità di porsi domande, scrutare il mondo circostante, di chiedersi perché d’altronde siamo l’unica specie sulla terra intera capace di andare oltre invisibile ed il materiale. 🔗 Leggi su Gbt-magazine.com

Eros Ramazzotti - con gli occhi di un bambino @ErosRamazzotti
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