Alzheimer esperto Scholl | Grande potenziale in biomarcatori vanno individuati casi d’uso
Un esperto ha dichiarato che i biomarcatori ematici per l’Alzheimer hanno un grande potenziale, ma non esiste ancora un modello di applicazione unico e definito per l’uso clinico. Ha aggiunto che è necessario individuare specifici casi d’uso per poterli integrare nella pratica medica. La discussione si concentra sulla mancanza di linee guida chiare e sulla necessità di sviluppare applicazioni pratiche per questi strumenti.
“Non esiste un unico modello di applicazione, progettato appositamente per i biomarcatori ematici nell'ambito dell'assistenza clinica. In Europa, al momento, dobbiamo ancora lavorare su questo aspetto, per capire se funziona solo nei pazienti sintomatici, se si tratta di un test di conferma o di esclusione per l'amiloidosi correlata all'Alzheimer e così via. Si tratta di un biomarcatore scalabile e ad alto potenziale, in grado di rafforzare, ad esempio, l'assistenza primaria, dove al momento non c'è alcun accesso alla diagnosi biologica”. Lo ha detto Michael Schöll, professore di medicina molecolare università di Gothenburg (Svezia), in occasione dell’evento internazionale ‘MindShift - A cross-country mission to reshape Alzheimer’s Care’. 🔗 Leggi su Quotidiano.net
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