L’assurdo no al consenso informato è solo la solita battaglia della grana
Le cooperative che collaborano con l’agenzia sono a rischio di perdere fondi pubblici a causa di una controversia sul consenso informato. La disputa riguarda una presunta opposizione al processo di informazione ai pazienti, che potrebbe influire sui finanziamenti destinati a queste organizzazioni. La questione ha suscitato critiche e discussioni tra gli addetti ai lavori, evidenziando tensioni legate alle modalità di gestione delle pratiche di consenso. Nessuna informazione è stata fornita sui soggetti coinvolti o sui dettagli legali della disputa.
Se non avessero un secondo fine, sarebbero quasi ammirevoli. E in effetti è esattamente così che vogliono apparire: idealisti coraggiosi che sfidano un potere ottuso e retrogrado. Ne hanno tutto il diritto, intendiamoci: ciascuno si impegna per le battaglie in cui crede e, se è davvero motivato, fa bene a sostenerle perché la democrazia funziona bene proprio grazie all’impegno dei singoli e appassisce nell’indifferenza. Il problema, però, è nella gran parte delle «lotte per i diritti» della sinistra odierna c’è ben poco di alato ideale e molto di concreto tornaconto. Più che l’onor, insomma, può il digiuno o il timore del digiuno, cioè la paura di restare senza soldi. 🔗 Leggi su Laverita.info

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