Salis un po’ sceriffa ma compensa con l’asilo Lgbt
Il sindaco di Genova ha guidato operazioni di polizia contro gruppi di giovani, coinvolgendo la municipale. Contestualmente, ha criticato il governo per la mancanza di espulsioni di immigrati clandestini. La polizia ha identificato e sanzionato alcuni individui, mentre il sindaco ha annunciato iniziative per tutelare l’ordine pubblico e ha difeso le politiche sociali, tra cui un asilo Lgbt. La tensione tra amministrazione locale e governo si è accentuata con queste dichiarazioni.
Le polemiche sulla mancanza di sicurezza a Genova hanno trasformato la sindaca Silvia Salis in un’aspirante sceriffa. Se non addirittura nel clone in gonnella del vicerĂ© di Salerno, Vincenzo De Luca. La città è sempre piĂą preda di bande di maranza e stranieri irregolari e, il 30 maggio, uno di questi, il senegalese CissĂ© Camara, ha ucciso in modo ferino il quarantottenne milanese Pietro Alberto Paolo Signor. A distanza di sette giorni la prima cittadina è corsa ai ripari e ha lanciato l’operazione «Largo raggio», con cui 25 agenti della polizia municipale, nella notte tra il 6 e il 7 giugno, hanno intensificato i controlli sul lungomare cittadino e nelle zone limitrofe per provare a limitare i mugugni dei genovesi sempre piĂą infastiditi dal senso di insicurezza che si sta diffondendo nel capoluogo ligure. 🔗 Leggi su Laverita.info

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