L’architetto che si occupa del prato dello Slam inglese utilizza la filosofia degli educatori per la superficie di gioco L’erba non deve essere né troppo felice né troppo stressata Stubley il re verde di Wimbledon
L’architetto incaricato del campo di Wimbledon applica principi pedagogici alla gestione dell’erba. La superficie di gioco non deve apparire né troppo stressata né troppo felice, spiega. Ogni settimana, i tecnici curano con attenzione il manto erboso, mantenendo un equilibrio tra robustezza e flessibilità. Quando i cancelli si aprono per il primo giorno del torneo, il campo si presenta in condizioni impeccabili, pronto per le sfide del torneo.
Quando il primo lunedì del torneo i cancelli di Church Road si spalancano per ospitare lo slam di Wimbledon, il mondo del tennis ammira un palcoscenico che rasenta la perfezione sovrannaturale. Ma per Neil Stubley, l’Head of Courts and Horticulture dell’ All England Club, quel verde smeraldo non è un vezzo estetico: è un’opera d’ingegneria biologica. Stubley è l’uomo che sussurra all’erba, l’architetto silenzioso che deve gestire la pressione di trasformare un organismo vivente in una superficie sportiva capace di resistere alle bordate dei moderni giganti della racchetta. Per l’edizione 2026, in programma dal 29 giugno al 12 luglio, la sfida si rinnova: mantenere intatta la tradizione del "tennis in un giardino inglese" pur utilizzando tecnologie da Formula 1. 🔗 Leggi su Quotidiano.net
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Si parla di: L’architetto che si occupa del prato dello Slam inglese utilizza la filosofia degli educatori per la superficie di gioco L’erba non deve essere né troppo felice né troppo stressata. Stubley, il re verde di Wimbledon; Fino a 16 anni niente tornei, non poteva permettersi di viaggiare. Chi è Svajda, l'avversario di Cobolli.