Il Papa unico oppositore della tecnocrazia digitale
Un documento ha messo in discussione la validità del dibattito sull’intelligenza artificiale, opponendosi all’idea di regolamentarla. Mentre i governi e le istituzioni si confrontano sulle norme da adottare, questa presa di posizione si distingue come l’unica a contestare la stessa base della discussione. La questione riguarda la natura e il controllo delle tecnologie digitali, e questa posizione si è fatta notare come un’eccezione nel panorama attuale.
Mentre l’Occidente discute di come regolare l’intelligenza artificiale, un solo documento si è azzardato a contestare la premessa stessa di quella discussione. È un’enciclica, Magnifica Humanitas, e questo dice già molto sullo stato del pensiero laico: la più radicale opposizione alla tecnocrazia digitale arriva dal Vaticano, non dalle accademie né dai parlamenti. La sinistra ha ridotto la questione a un problema di inclusione e di garanzie (l’algoritmo come potenziale discriminatore da addomesticare con la norma); la destra l’ha consegnata alla sovranità tecnologica e all’accelerazione (l’algoritmo come arma di un primato nazionale o di mercato). 🔗 Leggi su Ilgiornale.it

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