Quel gran bluff cinese sul libero mercato
Sei anni fa, la Cina ha deciso di aprire il suo mercato del risparmio, permettendo ai grandi gestori patrimoniali occidentali di entrare. È stata una mossa che ha segnato una svolta significativa, con le porte del settore finanziario cinese che si sono spalancate agli operatori stranieri. Da allora, le aziende straniere hanno potuto accedere a questo settore, che prima era molto più chiuso.
La svolta, allora, fu epocale. Sei anni fa la Cina apriva al mondo il suo mercato del risparmio, spalancando le porte ai grandi gestori patrimoniali d’Occidente. L’operazione fu strombazzata a dovere dallo stesso governo, segno di una progressiva liberalizzazione del sistema economico cinese. Da quel momento di acqua sotto i ponti ne è passata parecchia. Giganti del risparmio come BlackRock, Fidelity, Neuberger, Allianz, AllianceBernstein e Schroders, tanto per citarne alcuni, hanno costituito società di fondi comuni, affrettandosi nell’accaparrarsi cospicue fette di patrimonio privato. Tutto bello, tutto giusto, la vittoria del libero mercato su decenni di statalismo e di controllo asfissiante del partito sull’economia. 🔗 Leggi su Formiche.net

Betrayed! The CEO hears my thoughts, exposes the plot, and spoils me rotten!
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