I reperti della classicità e quel kimono cinese
Nella collezione della Casa Museo dell’Antiquariato Ivan Bruschi di Arezzo si può ammirare un kimono cinese del tardo Ottocento, realizzato con sete policrome e decorato con draghi ricamati con grande dettaglio su uno sfondo celeste. Si tratta di un esempio di tessuto proveniente dalla tradizione cinese, che si inserisce nel percorso dedicato ai reperti della classicità. La presenza di questa creazione evidenzia come l’arte tessile orientale abbia influenzato l’arte e la moda dell’epoca.
Un intreccio di sete policrome, dove draghi minuziosamente ricamati sembrano prender vita su un fondo celeste: è il kimono cinese tardo-ottocentesco una delle attrazioni della collezione che accoglie il visitatore nella Casa Museo dell’Antiquariato Ivan Bruschi di Arezzo. Non si tratta, infatti, semplicemente di un abito, ma di un vero e proprio portale verso l’universo collezionistico di Bruschi, affiancato da una marsina settecentesca in panno bleu ornata di galloni bianchi e rossi, simboli di un gusto che non conosce confini geografici né temporali. Situato nell’antico Palazzo della Zecca, di fronte alla Pieve di Santa Maria e a pochi passi dalle Logge vasariane, il Museo è il baricentro di un palinsesto monumentale che Ivan Bruschi – noto ideatore della Fiera Antiquaria nel 1968 – ha trasformato in una splendida ’casa della vita’. 🔗 Leggi su Quotidiano.net

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