In che condizioni vivevano e lavoravano i braccianti bruciati vivi in Calabria
Due braccianti sono stati trovati morti bruciati vivi in una casa in Calabria. Le vittime vivevano nello stesso alloggio di due uomini accusati di averle uccise. Ogni mattina, i lavoratori si alzavano per andare nei campi, condividendo lo stesso spazio con i sospettati. La polizia ha avviato le indagini per chiarire le circostanze dell’incendio e le cause della tragedia.
Alloggiavano nella stessa casa dei due uomini accusati di averli uccisi e ogni mattina venivano portati in Basilicata a raccogliere le fragole I quattro braccianti uccisi il primo giugno nell’incendio di un minivan ad Amendolara, in Calabria, abitavano e lavoravano insieme alle due persone arrestate per il loro omicidio e ai due superstiti della strage. Vivevano in una modesta abitazione nel centro di Villapiana, poco più a sud di Amendolara, su una collina dell’alta costa jonica calabrese, e ogni mattina andavano a lavorare in un’azienda agricola di Scanzano Jonico, in Basilicata, a una settantina di chilometri di distanza. Il viaggio... 🔗 Leggi su Ilpost.it

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