Quando Steve Jobs pianse davanti alla segretaria del suo nemico | la storia di come Apple lo esiliò in Siberia
Nel 1985, il Macintosh aveva risultati di vendita deludenti, portando a tensioni tra i dirigenti di Apple. Secondo un libro di Geoffrey Cain, in quel periodo il fondatore dell’azienda si commosse davanti alla segretaria di un dirigente rivale. La vicenda evidenzia le difficoltà interne e le rivalità che portarono all’esclusione di alcune figure di spicco dall’azienda, che furono inviate in “Siberia” aziendale. La narrazione si concentra sui momenti di tensione e sulle conseguenze di un conflitto tra i leader di Apple.
Questo articolo è pubblicato sul numero 24-25 di Vanity Fair in edicola fino al 16 giugno 2026. Era l’11 aprile 1985 quando le tensioni che covavano da tempo tra John Sculley e Steve Jobs esplosero. Fu un vero e proprio colpo di scena: erano passati solo due anni da quando Steve aveva scelto personalmente John e lo aveva convinto a lasciare PepsiCo. Apple era diventata un’azienda da un miliardo di dollari di fatturato e Steve, insieme al board, aveva pensato che John sarebbe stato la persona giusta per fornirle una «guida adulta» nel ruolo di CEO. Dopo l’arrivo di John, Steve era rimasto presidente del consiglio di amministrazione e a capo della divisione Macintosh, dove guidava lo sviluppo del personal computer di punta dell’azienda. 🔗 Leggi su Vanityfair.it
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Steve Jobs odiaba ver el logo de Apple en su propio Mac
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