Dalla tavola all’identità | cosa resta della lezione di Petrini
Il fondatore di Slow Food e dell'Università di Pollenzo ha promosso un approccio al cibo come gesto civile, collegando l’alimentazione a valori sociali e culturali. La sua iniziativa ha portato alla diffusione di pratiche sostenibili e alla valorizzazione delle produzioni locali. Attraverso le sue attività, ha cercato di sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza di scelte alimentari consapevoli e responsabili. La sua azione ha influenzato il dibattito pubblico e le politiche legate alla sostenibilità alimentare.
Il fondatore di Slow food e dell'università di Pollenzo ha trasformato il mangiare in un gesto civile. Luci e ombre di un'eredità che non si può dimenticare. Che tristezza quando il cibo viene ridotto a mero carburante da consumare il più in fretta possibile, spesso senza neanche pensarci, per tornare subito a fare altro. No, il cibo rappresenta molto di più: identità, cultura, memoria. Carlo Petrini — per tutti «Carlin», nato a Bra nel 1949 e lì scomparso il 21 maggio scorso — lo aveva capito prima di chiunque altro. Quando nel 1987 fondò Slow Food, il mondo correva vertiginosamente tra le fauci spalancate dei fast food e dei supermercati globali, nemici di tutto ciò che l’Italia enogastronomica è sempre stata ed è tutt’oggi. 🔗 Leggi su Laverita.info

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