Amin Ullah Safi e Waseem | chi erano i braccianti bruciati vivi ad Amendolara Il più grande aveva 29 anni
Quattro braccianti sono morti bruciati vivi in un incendio scoppiato in una campagna di Amendolara. Tra le vittime ci sono un uomo di 29 anni, il più grande, e un giovane di 19 anni, il più piccolo. Gli altri due avevano rispettivamente 28 e 27 anni. I lavoratori sono stati trovati morti uno accanto all’altro, vittime di un rogo che si pensa sia stato innescato durante un tentativo di protestare per il pagamento delle fragole.
Il più giovane di tutti, Ullah Ismat Qiemi, aveva 19 anni. Il più gande, Waseem Khan, dieci in più. Sono morti insieme, uno accanto all’altro, trasformati in torce umane perché avevano detto basta: volevano essere pagati il giusto per raccogliere le fragole nelle campagne della Basilicata. La stessa sorte è toccata ad Amin Fazal Khogjani e Safi Iayjad, che di anni ne avevano rispettivamente 28 e 27. Erano tutte giovanissime, le vittime della strage di braccianti di Amendolara, dove due caporali della zona, i pachistani Safeer Ahmed e Ali Raza, li hanno rinchiusi in un minivan dentro una stazione di servizio lungo la statale 106, li hanno cosparsi di benzina e poi hanno appiccato il fuoco con un accendino. 🔗 Leggi su Ilfattoquotidiano.it

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