Banche dati il Viminale riscrive l’identificazione di polizia
Il Viminale ha aggiornato il sistema di identificazione delle forze di polizia. Un nuovo codice collega dati su condanne, precedenti penali, caratteristiche biometriche, informazioni fiscali e dettagli relativi allo spazio Schengen. La modifica riguarda la modalità di accesso e gestione delle informazioni personali, con l’obiettivo di migliorare l’efficienza delle attività di sicurezza. La banca dati integra vari settori di dati per consentire un riconoscimento più rapido e completo degli individui.
Per anni, quando una persona entrava nel raggio delle forze dell’ordine, identificarla significava inseguirla dentro archivi diversi. Una sola identità , più verifiche. Adesso il ministero dell’Interno prova a spezzare questa logica complessa ricorrendo a un codice. Uno solo. Si chiama Cui, Codice univoco identificativo. È la chiave destinata a collegare, nello stesso istante, tutto ciò che lo Stato conosce di una persona: dati anagrafici, impronte digitali, Dna, profili biometrici, precedenti di polizia, provvedimenti dell’Autorità giudiziaria, di pubblica sicurezza e prefettizi. Non più archivi distinti. Ma un’identità ricomposta, interrogabile da punti diversi e aggiornata a ogni nuova operazione. 🔗 Leggi su Ilsole24ore.com

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