Un nostalgico del fascismo e un rivoluzionario woke | così Aliverta trasforma il Don Pasquale di Donizetti
Un uomo con simpatie nostalgiche verso il fascismo e un altro definito “woke” sono protagonisti di una rivisitazione del Don Pasquale di Donizetti. La produzione mette in scena un personaggio legato al periodo del Ventennio, idealizzandolo, mentre l’altro rappresenta una figura di rottura, sostenuta da sostegni economici familiari. La rappresentazione evidenzia contrasti tra passato e presente, senza approfondimenti sulle motivazioni o sui contesti storici.
Un nostalgico del Ventennio che vive nel mito del “ quando c’era lui ” contro un rivoluzionario woke mantenuto dai soldi di famiglia. È la provocatoria lettura che il regista Gianmaria Aliverta propone per Don Pasquale di Gaetano Donizetti, in scena domenica 7 giugno alle 16 alla Cascina Paù di Rosate (Milano), nel tradizionale appuntamento ospitato da Maria Candida Morosini, mecenate da molti anni e di molti musicisti, cavaliere della Repubblica e Ambrogino d’oro 2021. In questa nuova versione del capolavoro donizettiano, Don Pasquale diventa un uomo cresciuto dentro il racconto che il fascismo ha costruito di sé stesso: l’ordine, le divise, il senso di appartenenza, la nostalgia di un passato immaginario. 🔗 Leggi su Ilfattoquotidiano.it

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