Sos Zaporizhzhia E sul petrolio russo ora l' Ue ha dubbi
L’Unione Europea ha espresso dubbi riguardo all’approvvigionamento di petrolio russo, mentre la guerra in Ucraina prosegue e le preoccupazioni sulla sicurezza della centrale nucleare di Zaporizhzhia aumentano. Bruxelles ha segnalato incertezze sulla sostenibilità della strategia energetica attuale, senza però fornire dettagli specifici. La situazione si sviluppa in un contesto di tensioni e rischi crescenti legati sia al conflitto che alle risorse energetiche.
Mentre la guerra continua a colpire l'Ucraina e si moltiplicano gli allarmi sulla sicurezza nucleare di Zaporizhzhia, da Bruxelles arriva un segnale che rischia di aprire interrogativi scomodi sulla tenuta della strategia energetica europea. Secondo Bloomberg, infatti, l'Ue starebbe valutando un congelamento temporaneo del tetto massimo al prezzo del petrolio russo, anticipando la revisione prevista nei prossimi mesi. Il meccanismo introdotto dall'Ue e dal G7 prevede infatti che il price cap venga aggiornato periodicamente in modo da mantenersi al di sotto del valore medio di mercato del greggio Urals. Oggi la soglia è fissata a 44,10 dollari al barile, ma l'evoluzione delle quotazioni potrebbe portarla in estate attorno ai 65 dollari. 🔗 Leggi su Ilgiornale.it

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